La riduzione della massa nelle opere strutturali fornisce inoltre un indubbio vantaggio nella progettazione sismica. Le azioni sismiche di origine inerziale generano infatti delle sollecitazioni di taglio e flessione sugli elementi strutturali in funzione della massa partecipata della sovrastruttura.
Una struttura di massa inferiore genererà una ridotta domanda di azioni sulle strutture portanti, sollecitate quindi da momenti flettenti e forze di taglio minori giungendo così ad una maggior ottimizzazione in termini di sezione o di armature.
L’utilizzo del calcestruzzo strutturale leggero ha una vasta e interessante bibliografia che spazia da importanti opere infrastrutturali (quali ponti e viadotti a lunga campata) a edifici multipiano, fino alla progettazione di grandi coperture e strutture off-shore. La riduzione del carico permanente nelle strutture in calcestruzzo permette infatti la progettazione di strutture più snelle, con la diminuzione delle dimensioni degli elementi portanti quali travi/pilastri e conseguentemente del carico in fondazione.
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Nelle strutture in cui il peso proprio costituisce la componente predominante dei carichi di esercizio (ponti a lunga campata, tegoli di copertura, grossi pannelli prefabbricati, solai con ampie luci, passerelle pedonali, ecc..) l’utilizzo di un calcestruzzo leggero permette di realizzare strutture più snelle con sezioni ridotte e quindi minori quantitativi di calcestruzzo e di armatura. Ne risultano opere esteticamente più gradevoli oltre che più economiche.
Nelle strutture soggette ad azioni orizzontali, in particolare il sisma ma anche il vento, alleggerire significa ridurre le azioni sugli elementi portanti. Ne consegue una risposta strutturale attenuata, a tutto vantaggio della sicurezza statica dell’edificio.